Cosa sapere prima di partire per la Norvegia: una guida semiseria

Come ogni anno arriva quel periodo in cui mi assale la nostalgia della Norvegia. Fiordi, abeti, nebbia che sale dai laghi, aria frizzante di montagna e skillingsbolle appena sfornate. Da amante della stagione fredda, non posso fare a meno di sentirmi a mio agio in un paese nordico, al punto tale che ogni newsletter delle compagnie aeree con scalo a Bergen, Oslo o Stavanger è un colpo al cuore.

Purtroppo non credo di riuscire a tornare al nord nei prossimi mesi, quindi dovrò placare la mia Sehnsucht guardando per la centesima volta le fotografie dell’ultimo viaggio in Norvegia, e ricordando alcune curiosità di questo paese e dei suoi abitanti.

Hja ovvero l’affermazione che fa trasalire

Quando parlate con un norvegese non stupitevi se lui o lei emetterà un verso che suona come “ja” ma con una fortissima aspirazione all’inizio della parola. Un suono simile a quello che fareste nel caso in cui doveste vedere una cosa che vi stupisce e vi spaventa, per darvi l’idea. I norvegesi lo usano nel bel mezzo di una frase per invitarvi ad andare avanti, come il nostro “certo”, oppure ogni volta che la risposta a una domanda è .

Le prime volte smettevo di parlare e mi guardavo le spalle cercando di capire dove e quale fosse il pericolo che aveva fatto reagire in quella maniera il mio interlocutore.

Abbigliamento e brutto tempo in Norvegia

Det fins ikke dårlig vær, bare dårlige klær: non esiste il brutto tempo, ma solo l’abbigliamento sbagliato. In norvegese suona molto meglio perché fa anche rima. In italiano sembra solo una banale constatazione.
In occasione di uno dei miei primi viaggi in Norvegia, commisi l’errore di pensare che si trattasse di un’esagerazione, così partii senza berretta di lana. Mezz’ora dopo il mio arrivo avevo perso la sensibilità alle orecchie. Così fui costretta a comprare un’orrenda berretta di lana al prezzo di cinquanta euro.

Norway Bergen

Da quella volta imparai a riconoscere che con l’abbigliamento adatto si può affrontare ogni stagione.
I norvegesi sono molto casual, per cui nemmeno le fashion victim corrono il rischio di sentirsi underdressed con maglie termiche, giacche antivento e scarpe impermeabili.

La Norvegia e la Svezia sono due paesi distinti 

Ovvio, ma con alcuni nomi di città è facile confondersi. La rivalità tra i due paesi risale a centinaia di anni fa ed è legata a questioni politiche, territoriali ed economiche (e, secondo alcuni, anche sportive). Ora forse si tratta più che altro di una sorta di antagonismo quasi amichevole, anche se per non urtare la sensibilità di nessuno sarebbe meglio lasciar perdere i paragoni per evitare lotte tra vicini di fiordo.

Evitate quindi scene come quella che tra i miei colleghi venne nominata “la figuraccia di Oslo”. Con il mio ex capo partecipammo a una cena a casa di un giornalista insieme a una ventina di persone accomunate dall’imbarazzo che deriva dal fatto di trovarsi per la prima volta a condividere un pasto. All’antipasto il tizio seduto di fronte mi domandò se avessi in programma di tornare in Norvegia prima della fine dell’anno.
Yes, I will travel to Falköping next October”.
Mi sembra ancora di sentire il rumore delle posate contro i piatti e il boato dell’indignazione dei commensali.
Falköping is in Sweden.” L’ultima parola fu pronunciata come un sibilo. Abbassai lo sguardo e mi scusai. Lo sapevo che era in Svezia, ma l’ansia a volte può giocare brutti scherzi. Sicuramente avranno sputato nelle portate successive. MAI confondere la Norvegia con la Svezia.

In Norvegia esistono più lingue norvegesi

Esistono due forme diverse di norvegese scritto, il Bokmål – letteralmente lingua dei libri – e il Nynorsk o nuovo norvegese. La domanda nasce spontanea: perché due versioni di una stessa lingua? La risposta sta nella storia, dato che la Norvegia rimase sotto il dominio danese fino al 1814. Chi era in grado di leggere e scrivere lo faceva in danese, lingua che comunque era molto simile al norvegese. Dopo l’indipendenza dalla Danimarca, molti norvegesi sentirono la necessità di sbarazzarsi del danese, al punto che alcuni linguisti diedero vita a una nuova forma di norvegese, il Nynorsk, basata su alcuni dialetti dei fiordi. In tanti però preferirono un approccio meno nazionalista, scegliendo di continuare a usare il danese, che nel frattempo aveva subito prestiti e influssi dal norvegese parlato, dando così vita al Bokmål.

Bokmal Nynorsk

Si tratta di due versioni molto simili di una stessa lingua, che però non parla quasi nessuno. La lingua orale è il Norsk, che deriva direttamente dal norreno parlato dai vichinghi. Mi sembra chiaro che ai norvegesi le cose semplici non piacciono affatto.

Ingen sko, tak: niente scarpe per favore!

Se siete invitati a casa di un norvegese, ricordate di togliervi le scarpe prima di entrare. Non ho mai capito – ma in effetti non ho mai fatto domande specifiche – se sia per via di qualche antica tradizione o semplicemente per motivi igienici. In effetti le suole delle scarpe sono state ovunque e hanno calpestato un po’ di tutto tra strade e sentieri, quindi è comprensibile il desiderio di tenere fuori dalla propria casa germi e sporcizia.

Lose the shoes

Anche perché in inverno, quando le strade sono coperte di neve o di ghiaccio, i norvegesi utilizzano scarponcini chiodati (o comunque sottoscarpe chiodate) che rischierebbero di rovinare pavimenti di legno e moquette. Ricordatevi quindi di togliere le scarpe prima di entrare a casa di un norvegese, anche se si tratta di ballerine con la suola liscia. Occhio a non mettere in valigia calzini spaiati o bucati!

Conoscete altre curiosità legate alla cultura norvegese?

30 pensieri riguardo “Cosa sapere prima di partire per la Norvegia: una guida semiseria

  1. Mammamia che derby del nord quello fra Svezia e Norvegia! Per un attimo ho avvertito addosso tutto il silenzio e la tensione di quel momento. Si, sicuramente avranno fatto qualcosa alle tue portate successive ma non ci pensiamo, sei sopravvissuta e alla Norvegia si può perdonare tutto! 😛
    Mi piacciono tantissimo questi articoli dove spulci le curiosità linguistiche e sulle usanze di un luogo Silvia! ❤
    Hja, bene, ora mi metto a caccia di qualche offerta che domani è shopping selvaggio 😉

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    1. Guarda a distanza di anni ricordo ancora quei momenti con una chiarezza… Sicuramente hanno sputato nel mio piatto, ma l’importante è che non mi sia successo niente e poi comunque a me sembrava tutto buono 😉
      Il tuo hja mi ha fatto trasalire anche attraverso lo schermo 😱

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  2. Non sono mai stata in Norvegia ma vorrei tantissimo visitare Bergen e Tromso…. e magari pure le Lofoten, già che ci sono…..
    Solo che i prezzi sono inavvicinabili.
    Ora, sono mete in cui non ci farei il viaggione estivo, ma dei week end lunghi (nei primi due casi) o una settimana (nel terzo) e a viaggi così brevi in genere dedico un budget molto inferiore rispetto a quello che mi costerebbe andare lì. Non riesco proprio a trovare un modo di andarci.

    Sono molto depressa, sappilo!

    La faccenda della scarpe è tipica di molte culture…… e io mi ci unisco. In casa mia non si entra con le scarpe… o meglio, non si entra con le scarpe se sono abbastanza in confidenza con chi viene a trovarci da chiedere di toglierle. Abbiamo quattro gatti che salgono sul letto e mi fa un po’ “sporco” se pestano cose pestate fuori e dormono sulle nostre lenzuola.
    Conosco tante persone che attuano questa politica del “niente scarpe in casa”. Senza finire nella mania patologica, la trovo davvero molto igienica.

    Baci, baci,
    Elena

    PS: quella della confusione tra Svezia e Norvegia è stata una discreta figura di cacca. Complimentoni! 😉

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    1. A me il viaggione estivo da quelle parti piacerebbe un sacco, ma come lo convinco il Prigioniero a trascorrere tutto quel tempo al freddo?
      Comunque sui prezzi se riesci a prenotare con un certo anticipo te le cavi senza troppi danni: fai conto che un weekend a Oslo o a Bergen ti costa come un weekend a Parigi o a Londra dal punto di vista dei pasti e degli alberghi.
      Io in casa mia sto senza scarpe sempre e ti confesso che mi piacerebbe molto adottare la politica del “shoes off” proprio perché anche io ho cane e gatto che spesso e volentieri dormono sul letto. Però temo sempre di non essere compresa!
      Ora mi fai venire in mente che dovrei scrivere un post sulle figure di cacca fatte in giro per il mondo – sono sicura che se ci penso bene me ne vengono in mente altre 😂

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      1. Beh, girando con il tuo ex capo non avresti potuto evitare le figure di cacca-pupù neanche volendo! Sono sicura ci siano delle gran belle perle pronte per essere scritte.
        Oslo mi attira poco ma é la più comoda… A Bergen come ci arrivo comodamente? Ryanair mi ha viziato. Se non ci arriva Ryanair x me un posto é come se fosse non visitabile…. Devo uscire da questo loop.
        E Tromso? Perché non mi hai rassicurata dicendomi che anche Tromso costa poco?!? Eh? Eh? Perché?

        Brava, adottiamo la politica del shoe off. Fa molto più figo che dire “togliti le scarpe” quando qualcuno ti entra in casa…

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        1. No in effetti il capo non aiutava da questo punto di vista 😉
          Oslo l’ho vista poco e male ma il fatto che ci sia Ryan Air la rende subito una meta appetibile – tranquilla anche io ormai ragiono in termini di mete servite da Ryan Air!
          A Bergen non ci arrivi facilmente: lo scorso maggio io e mio fratello abbiamo fatto scalo da Torino a Parigi e al ritorno per via di un volo cancellato ci hanno aggiunto un secondo scalo ad Amsterdam. Però una volta sono arrivata ad Oslo da Milano e poi ho preso il treno.
          Eh su Tromso non ti so dire perché ero là per lavoro e non ho pagato nulla (i vantaggi del mio ex boss)…

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  3. Ricordo con affetto lo scorso capodanno ad Oslo, avevo un bisogno viscerale di freddo dopo la torrida estate portoghese (di ben 47º). Mi è piaciuta molto e spero di tornare presto per visitare altro, magari però questa volta partirò in primavera altrimenti come te mi si geleranno le orecchie (pure con il cappello). 😉

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  4. E’ sempre così interessante e simpatico e divertente e spassoso e utile e culturale e stuzzicante e stimolante e avvincente (aiuto ho finito gli aggettivi!) leggerti Silvia!
    Il tuo blog ci regala sempre così tante belle curiosità… Grazie!
    Hja!!!
    Ps: il mio feeling con il nord è sempre più spiccato: anche io sono una tipa da ‘niente scarpe in casa’!

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  5. Nonostante io prediliga il caldo, la Norvegia (insieme all’Islanda) è in cima alla lista dei Paesi che vorrei visitare (coprendomi molto molto molto bene) 😉 Peccato che i prezzi siano altini, aspetto la famigerata occasione da non perdere… Articolo ricco di curiosità, mi è piaciuto tantissimo! 🙂

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  6. Che articolo interessante Silvia, ben fatto!!! Non sono mai stata nei Paesi Scandinavi, ma mi piacerebbe moltissimo visitarli, sopratutto la Norvegia!
    A casa mia vale la stessa regola norvegese di lasciare le scarpe fuori… preferisco, infatti, che si entri scalzi… agli ospiti do un paio di ciabattine (quelle di spugna degli hotel) o li lascio camminare scalzi… avendo il riscaldamento a pavimento non patiscono freddo 🙂

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  7. Non sono mai stata in Norvegia, purtroppo, e a dire la verità non conoscevo una delle curiosità di cui parli, a parte la frase sull’abbigliamento invernale sbagliato perchè l’avevo letta in un altro tuo post e mi era rimasta impressa. Io ogni tanto ci provo a controllare i voli per fare un road trip estivo da quelle parti, ma tutte le volte chiudo il computer con la coda tra le gambe per la delusione….I prezzi sono inavvicinabili… Ti prego, scrivi un post con le figuracce fatte in giro per il mondo, anche se forse esiste già la rubrica In viaggio Col Capo per questo?! 😉

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