Un sabato pomeriggio a Cuneo

Un sabato pomeriggio di fine giugno: nessun programma per il weekend, il termometro che tra Langa e Roero supera i trenta gradi da un po’ di giorni – troppi, per i miei gusti. È tardi per partire per la montagna, dove si potrebbe respirare aria più fresca, e il mare non fa al caso mio. Cuneo sembra l’unica soluzione possibile. È a meno di un’ora di macchina da casa, e la vicinanza alle montagne mi fa sperare: forse tra le sue vie troverò un po’ di sollievo.

Cuneo è una città insolita: pur essendo capoluogo di provincia, non si può definire una metropoli. Viene spesso snobbata, nonostante la posizione centrale tra l’Italia e la Francia, sulla via che collega Torino e Nizza. Come tante altre città, è formata da una parte più moderna e da una più antica: inutile dirlo, è quest’ultima la più ricca di fascino. La zona è quella compresa nella parte stretta del cuneo a cui la città deve il suo nome (noi piemontesi non siamo certo famosi per la fantasia), tra Piazza Galimberti e Piazza Torino, lungo i portici di via Roma e tra le strade laterali che si incrociano come in un labirinto.

Cuneo Via Caraglio.jpg

Parcheggiamo vicino a Piazza del Seminario, non lontano dalla struttura in ferro battuto risalente agli inizi del Novecento dove due volte la settimana viene allestita una parte del mercato cittadino. Continuiamo a piedi in Via Caraglio, all’ombra di vecchi palazzi, fino a raggiungere Via Roma. Anche qui sono arrivati i negozi di abbigliamento delle grandi catene internazionali che, come in ogni città, portano via un po’ di quel fascino di altri tempi che per fortuna si respira ancora poco oltre, lungo le vie di ciottoli, sotto i balconi con le ringhiere dai motivi in stile Liberty e le persiane chiuse.

Avvicinandomi a Contrada Mondovì ritrovo quello che ero venuta a cercare: vie tranquille al riparo dal sole, e quell’atmosfera da sabato pomeriggio trascorso pigramente tra gli scaffali di un negozio di libri di seconda mano e una vineria che inizia a servire gli aperitivi. Un tempo questo era il ghetto ebraico, e la sinagoga è tuttora funzionante. Di fronte, nascosto all’ombra dei portici, si trova uno dei miei negozi preferiti di Cuneo. Magnolia è un po’ profumeria, un po’ erboristeria e un po’ salotto di una vecchia zia. Tappezzeria a fiori alle pareti, pavimento di cotto, cassettiere e credenze che profumano di cera d’api. Qui si possono comprare prodotti per la cura del viso, del corpo e dei capelli: tutto è completamente naturale, di case cosmetiche sia italiane che straniere. Tra le altre cose, mi piace la gentilezza delle proprietarie, sempre pronte a darti un consiglio, a farti provare un nuovo prodotto e ad accoglierti con un sorriso nella loro casa.

Ero uscita di casa con l’idea di respirare un po’ di aria fresca, quasi di montagna, e non con l’intenzione di fare shopping, ma quando ti accorgi che nella stessa via c’è un negozio di scarpe davvero carino non puoi non entrare. In uno spazio non troppo grande sono esposti articoli di qualità a ottimi prezzi. Per me è una sorpresa perché nella città di provincia in cui vivo le alternative sono due: il megastore con sedi in tutta la regione che nel corso degli anni ha fatto sì che la maggior parte dei negozi di scarpe della zona chiudesse, oppure la boutique super griffata dove comprare calzature troppo stravaganti per i miei gusti. Stock House è un posto con un’anima, dove puoi provare quello che vuoi, con calma, e intanto chiacchierare con la proprietaria. Non ho saputo resistere alla tentazione e ho comprato un paio di sandali comodissimi che porterò con me nella mia prossima vacanza. Missione compiuta: ora è tempo di dedicarsi all’aperitivo in uno dei tanti dehors.

Cuneo Contrada Mondovi Bar.jpg

Ci fermiamo Al 37, in Via Caraglio, dove davanti a due bicchieri di bollicine di Alta Langa e a un piatto di salatini facciamo una pausa e ci prepariamo per la cena. Vogliamo provare la cucina di Bove’s, locale che prende il nome dal vicino paese di Boves, dove si trova la sede della storica macelleria gestita dalla famiglia dell’ideatore del ristorante.

“Macellai dal 1929”: così recita l’insegna e, fedeli alla promessa, servono quasi esclusivamente piatti di carne di razza piemontese. Battuta di fassona al coltello, vitello tonnato, costata, hamburger. Non me ne vogliano i vegetariani, ma per noi carnivori c’è l’imbarazzo della scelta. Un servizio semplice, a un prezzo ottimo vista la qualità della materia prima.
Ormai è ora di lasciare Cuneo: una passeggiata veloce verso la macchina perché a quest’ora l’aria è fresca, e poi di nuovo a casa, nell’afa delle colline del Roero.

26 pensieri riguardo “Un sabato pomeriggio a Cuneo

  1. Mi hai fatto venire una voglia tale di tartare di fassona che adesso non so come potrò accontentarmi della mia tristissima scatoletta di carne in gelatina in mezzo a un mare di pomodori (per renderla meno triste e più colorata)😂😂😂 Avevo visto una puntata di 4 Ristoranti di Borghese ambientata a Cuneo e mi aveva incuriosito proprio per la sua cucina… Penso che presto organizzeremo una spedizione punitiva da quelle parti🤣

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  2. Austera ma con lo sguardo dolce, elegante ma alla mano, tranquilla ma con un guizzo di vivacità quando non te l’aspetti. Si mi piace Cuneo! Adoro i centri storici pedonali con tavolini, porticati e negozietti come Magnolia! Sai che un po mi ricorda Via dei Mercanti di Salerno? Prima che le ultime botteghe storiche spariscano del tutto devi venire quaggiù Silvia, ti piacerebbe 😉 Buona serata ❤

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  3. Pur essendo piemontese non sono mai stata a Cuneo e non sapevo l’origine del suo nome😅. Che belli questi negozi dall’atmosfera d’altri tempi. Mi attira molto l’erboristeria😍😍😍

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  4. Pensa che da bambina andavo tutti le estati in campagna a Garessio, in provincia di Cuneo, con i miei genitori, ma non siamo mai stati a Cuneo. Hai fatto benissimo a passare un pomeriggio un po’ diverso dal solito, all’insegna della tranquillità. Ogni tanto fa piacere dedicare un po’ di tempo a se stessi, coccolandosi tra vetrine e qualcosa di sfizioso da gustare, no? 🙂

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    1. A Garessio mi portavano i miei nonni perché dicevano che era una buona zona da funghi, ma io non ne ho mai trovati!
      Un po’ di shopping ogni tanto ci va, anche perché troppo spesso ho l’abitudine di comprare online ma in questo modo si dimentica il contatto umano con i negozianti.

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