Velkommen til Norge! Un viaggio tra i proverbi norvegesi

Nonostante sia stata in Norvegia in diverse occasioni, ho imparato a malapena a dire buongiorno, ciao, grazie e prego. Ah, so anche a brindare al grido di Skål, che è sempre utile se ci si ritrova a cena con dei norvegesi. Siccome mi piace andare in un posto e imparare a dire qualche frase nella lingua di quel paese, proverò a memorizzare un po’ di norvegese, in modo da essere pronta per il prossimo viaggio a Bergen.

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Sì, perché finalmente, dopo una lunghissima assenza, tornerò nella città più piovosa d’Europa. E con un po’ di coraggio, proverò a usare qualche modo di dire, sperando di azzeccare la pronuncia delle parole di questa lingua all’apparenza dura. In realtà basta poco tempo per rendersi conto che il norvegese è quasi musicale, al punto da sembrare una cantilena. Ho scoperto che, come anche l’inglese, possiede diversi proverbi e modi di dire legati al cibo.

Være på bærtur: andare a raccogliere bacche

Passeggiare per i boschi alla ricerca di bacche è un’immagine bellissima, che evoca scenari bucolici di capelli biondi al vento, cestini di vimini e distese di bacche rosse e succose da mangiare appena raccolte o da portare a casa per farne gustose marmellate.

cloudberries norway
© Life in Norway

In realtà ha una connotazione negativa, e si usa per dire a qualcuno che sta sbagliando alla grande. Questo perché per andare a raccogliere le bacche si deve andare nei campi o nei boschi, comunque lontano dai sentieri più battuti: colui che è andato per bacche è completamente fuori strada e, dunque, lontano dalla verità.

Å være født bak en brunost: nato dietro un formaggio marrone

Conosco bene questo formaggio marrone, uno degli elementi fondamentali della dieta norvegese perché proprio in occasione di uno dei miei primi viaggi in Norvegia sono stata ospite di una comunità di casari che producono il curioso formaggio a forma di cubo. Il colore marrone del brunost è il risultato dell’ebollizione del siero di latte che viene mantenuto a una temperatura di circa 40°C per otto ore. Attraverso questa tecnica, il lattosio presente nel latte cristallizza, conferendo al formaggio il tipico colore scuro. Ha un sapore forte e molto particolare, ed è presente nella maggior parte dei pasti in Norvegia.

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Dopo lunghe ricerche sono purtroppo riuscita a trovare solo il significato dell’espressione ma non la sua origine: colui che è nato dietro al brunost non è molto perspicace. Forse perché chi crede di essere nato dietro a un formaggio non può che essere una persona un po’ lenta di comprendonio?

Å tråkke i salaten: calpestare l’insalata

Dopo la fatica fatta per far crescere qualsiasi cosa nell’orto, solo chi è molto sbadato può fare l’errore di calpestare gli ortaggi coltivati.

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© Google

Camminare nell’insalata o calpestarla equivale quindi a dire che una persona ha fatto un passo falso e, per estensione, ha commesso una gaffe. Uno sbaglio ancora più grave, probabilmente, in un paese come la Norvegia dove il clima rende estremamente difficile la coltivazione di ortaggi.

Å være midt i smørøyet: essere al centro dell’occhio del burro

Chi si trova al centro dello smørøyet è in una situazione estremamente confortevole. Secondo l’ipotesi più accreditata, questo modo di dire è collegato all’abitudine dei norvegesi di mettere una noce di burro al centro della ciotola del porridge o risgrøt.

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© MatPrat

Burro fuso, latte caldo e fiocchi di riso o avena: quale immagine migliore per evocare una situazione piacevole?

Håper at det smaker – Spero che sia buono!

A Bergen, anni fa sono stata ospite per una notte a casa di una coppia di norvegesi, che per due giorni mi trattarono come una dei loro figli, nutrendomi come un maialino all’ingrasso. La prima sera, davanti allo stufato di balena, la moglie mi invitò a servirmi dicendomi: “Håper at det smaker!”

Tradotto letteralmente significa qualcosa come “speriamo che sia buono”. Suona un po’ strano, ma in realtà equivale al nostro buon appetito.

Conoscete espressioni curiose in norvegese o in altre lingue? Scrivetelo in un commento!

34 pensieri riguardo “Velkommen til Norge! Un viaggio tra i proverbi norvegesi

  1. Ciao Silvia! Il formaggio marrone, il Tyne, lo conosco bene anch’io e mi piace molto. L’ho assaggiato per la prima volta in Norvegia, ma si trova in tutti i market anche qui in Finlandia (anzi, prima o poi ci faro’ un post perche’ e’ una vera delizia).
    L’occhio del burro esiste anche qui perche’ anche qui si mette una noce di burro, rigorosamente salato, al centro del porridge che conferisce un tocco di sapore e morbidezza in piu’.
    A proposito di modi di dire, uno che esiste in Finlandia e che ritroviamo uguale da noi e’: “essere culo e camicia”; si dice proprio nella stessa maniera: “paita ja perse”.
    Buon ritorno in Norvegia e ti aspetto anche sul mio blog, naturalmente!

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    1. Anche a me piace molto, perché ha un sapore particolare che è un mix tra salato e dolce.
      Dovrò provare anche io allora a mettere una noce di burro nel porridge nei prossimi giorni!
      Davvero, “pajta ja perse”, che curioso 😂 Di solito è difficile trovare modi di dire che si equivalgono.
      Grazie e buon weekend!

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  2. Sai che anche io amo imparare qualche parola e frase in lingua locale quando viaggio? Devo dire che però qui la difficoltà sembra più legata alla pronuncia. Mi sa che dovrei sentirla meglio dai locali 🙂

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  3. Ecco, ora muoio dalla voglia di assaggiare il formaggio marrone!! Anch’io memorixxonpiche gradi ma buone, quando sono nn un paese in cui non tutti parlano perfettamente l’inglese. Pensa ho imparato i nomi dei cibi in russo, per sopravvivere

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  4. Effettivamente ragionando sul primo proverbio è vero…un po’ come il nostro “smacchiare i giaguari” 😛 Sembra una candela natalizia il formaggio marrone, quasi dispiace mangiarlo! E immagino come calpestare l’insalata in un posto dove si faccia molta fatica a coltivarla equivarrebbe a scatenare l’anatema..altro che proverbio! 😉 Stare al centro dell’occhio del burro suona favorevole esattamente come stare al centro dell’occhio del ciclone dove la furia del tornado praticamente non ti fa nulla. Sono felicissima che ritorni in Norge Silvia! Aspettiamo i tuoi racconti di cibo e di viaggio! ❤

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    1. Alla fine poi sono modi di dire che si equivalgono in diverse lingue, e trovo che sia curioso come anche i proverbi e la lingua si adattino al contesto e allora storia di un paese.
      Quello che preferisco è l’occhio del burro perché immagino di trovarmi davanti a quella ciotola e di affondare il cucchiaio!
      Grazie mille 😘

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  5. Mi era già molto piaciuta la tua lista di modi di dire inglesi, questa è forse meno spendibile… ma altrettanto carina!
    Ahahah, andare a raccogliere le bacche mi piace un sacco! E anche essere al centro dell’occhio del burro…quanta dolcezza!
    Spero di tenerle a mente e di sfoggiarle alla prima occasione!

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  6. MI piacerebbe visitare la Norvegia, è da un po che tengo controllati i voli ma per ora sono ancora fuori budget..visto soprattutto il costo della vita in Norvegia. Che meraviglia il formaggio, immagino la bontà..

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  7. Trovo bellissimo questi viaggi che ci fai fare dietro le espressioni linguistiche di un certo paese. Io poi la Norvegia non la conosco proprio, tanto meno il suo linguaggio, oscuro e complesso. Bella l’espressione del burro fuso al centro del porridge. Tipo lo stare nella nostra bambagia se non ho capito male.. Bello bello, Silvia😍

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  8. Mi era piaciuto un sacco il tuo articolo sui modi di dire inglesi e anche questo è super curioso! Il mio preferito è “andare per bacche”, non so perché ma lo associo ad un bighellonare felicemente a caso senza sapere dove andare.. Il problema è che queste frasi sono difficilissime da imparare :- )
    Buon ritorno in Norvegia, io non vedo l’ora di andarci per la prima volta!

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    1. Anche a me andare per bacche sembra positivo, invece per loro è negativo. Però è bello vedere come culture diverse assegnino significati diversi a una stessa immagine.
      Difficilissime da imparare soprattutto per la pronuncia impossibile, almeno per me!

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    1. È venuto in mente anche a me perché per esempio anche dalle mie parti c’è un’espressione simile che vuole dire proprio quello. Ho cercato ma non trovato riferimenti, per cui immagino che si riferisca proprio solo all’essere fuori strada. Avrei potuto chiedere a qualche norvegese ma non mi è venuto in mente!

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  9. Ma che forte questo post, adoro le curiosità linguistiche! Mi piace l’idea di essere nati dietro il formaggio marrone – che tra l’altro io ho adorato! – e che dentro al burro ci si trovi a proprio agio. Grazie per tutte queste chicche!

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  10. Anch’io adoro espressioni e modi di dire in altre lingue, quella del formaggio è curiosissima e mi piacerebbe parecchio anche dargli un morso a quel cubo!
    Di recente ho scritto un post sui modi di dire cechi e quello che più mi fa pensare a questo norvegese è “Mít knedlík v krku”, ovvero avere un knedlík (gnocco di patata) in gola, l’equivalente del nostro nodo in gola 😀

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  11. un viaggio nei modi di dire accompagnato da bellissimi immagini e anche accompagnato da qualche idea culinaria come il burro fuso con fiocchi di avena e latte caldo è stato davvero emozionante

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