Start spreading the news: si torna a New York (ma non solo)

Quest’anno, grazie a una serie di eventi eccezionali tra cui l’attraversamento dell’orbita terrestre di un asteroide che incrocerà di nuovo il nostro pianeta tra un centinaio di anni, mi è stata data la possibilità dalla mia spietata “compagna” di viaggio di scegliere la destinazione delle nostre vacanze. Se la conoscete – seppur virtualmente – da un po’, capirete come questa opportunità mi abbia lasciato inebetito.

Ormai abituato da anni di soprusi vacanzieri, temevo che fosse una sottile guerra psicologica per farmi credere di avere la possibilità di scegliere la meta del viaggio quando poi, con mosse subdole degne del Dottor Male, la meta l’avrebbe comunque scelta lei convincendomi che fosse stata una mia iniziativa…
Quando invece ho avuto la conferma che avrei potuto fare tutto da solo, mi sono ritrovato avvolto da una nube, reso incapace di agire per via di una sorta di sindrome di Stoccolma. Una volta superato lo shock sono iniziati i dubbi: sparo l’unico bonus della vita in una vacanza sdraio/mare/birra/mangiare/birra/dormire in loop per una settimana o cerco qualcosa di un po’ più movimentato rispetto all’ultima vacanza trascorsa tra spiaggia e piadineria?

Spiaggia Igea Marina.jpg

Dopo un paio di giorni arriva l’illuminazione, così mi gioco l’asso e propongo la destinazione consapevole del fatto che molto probabilmente la mia idea sarebbe stata bocciata. Invece, sparigliandomi le carte, dopo averci pensato un po’ mi dice che è ok, si può fare.

Ora, con i biglietti salvati in una cartella sul desktop, finalmente lo posso annunciare: torneremo a New York. Ma andremo anche a Philadelphia, città che da sempre è nella mia lista dei posti da vedere almeno una volta nella vita (sì, anche io ho una lista del genere, e include altre destinazioni oltre al divano e al ripiano del frigo in cui tengo la birra).

New York non ha bisogno di presentazioni: è forse una delle poche città che anche se idealizzata da anni e anni di film non ti delude quando la vedi dal vivo. Ogni posto è realmente come lo avevi immaginato, da Manhattan a Harlem passando per Brooklyn, anzi, ancora più grande e più sorprendente.

New York Sunset

Alcuni mi hanno chiesto: cosa ci vai a fare, ci sei già stato due volte. Mi sento di dire che New York non ti stanca mai (ti ammazza fisicamente, se hai una compagna di viaggio che crede di dover fare la maratona). Ci sarà sempre qualcosa che non hai ancora visto: nel mio caso Coney Island, dove ci fu la resa dei conti tra Swan e i suoi Warriors e i Rogues di Luther in uno dei film più belli della storia del cinema.

In altri casi, ci sarà qualcosa di nuovo che la volta prima non c’era o non hai avuto occasione di visitare. L’ultima volta, al posto delle Twin Towers c’era un cantiere, per cui durante il prossimo viaggio una tappa obbligata sarà il Memoriale e Museo dell’11 settembre. Visto che il tempo a disposizione non sarà molto e le cose da vedere parecchie, abbiamo prenotato l’ingresso al museo con Musement, scegliendo l’opzione con la visita guidata che ci condurrà attraverso le aree e i punti di riferimento del World Trade Center, nel giorno e nell’orario più comodo per noi.

Memoriale 11 settembre
© Wikimedia Commons

La vista delle due fontane costruite proprio dove c’erano le Torri e degli oltre duemila alberi piantati tutto intorno in ricordo delle vittime è un’esperienza che secondo me va assolutamente fatta.

Per il resto, New York sarà vissuta come si deve vivere: hot dogs a Central Park e una tappa al Blue Smoke, dove si mangiano gli hamburger e le ali di pollo fritte più buone del mondo.

New York hot dog cart.jpg

Ci sposteremo poi a Philadelphia, città che mi ha sempre attratto per due motivi che esulano dall’importanza storica che ha per gli Stati Uniti. Il primo perché da piccolo giocavo a basket nella squadra della mia città e avevo un coach italo-afro-americano: ci aveva suddivisi in squadre a cui aveva assegnato il nome di alcune città degli Stati Uniti e io facevo parte di Philadelphia. Il secondo – ma non meno importante – è perché è la città di Rocky Balboa! Sono stato adolescente negli anni ’80 quindi non ho potuto fare a meno di amare questo personaggio. Chi afferma di non farlo mente spudoratamente. Quando nel 1985 uscì Rocky IV, andai con alcuni amici al cinema per questo evento di importanza mondiale. Ricordo la sala piena in ogni ordine di posto, con gente seduta per terra nei passaggi centrali. Durante l’incontro finale, quando Rocky sferrò finalmente il primo pugno a Ivan Drago dopo averle prese di santa ragione, ci fu un boato tale nel cinema che nemmeno al Bernabéu di Madrid al 2-0 di Tardelli in Italia-Germania dell’82.

Rocky Drago.jpg

Ho sempre sognato di fare quella scalinata e sentirmi Rocky una volta nella vita e, conoscendo la prestanza atletica della padrona del blog, potrò rifarmi mentre arrancherà su quegli scalini gridandole: Non fa male! Gli occhi della tigre!

Miniatura Bernie

Post in collaborazione con Musement

31 pensieri riguardo “Start spreading the news: si torna a New York (ma non solo)

  1. Mitico! Un articolo scritto dal famosissimo Prigioniero! 🙂
    Ha proprio ragione: New York non può stancare! New York ha sempre qualcosa da offrire, anche se l’hai già visitata! New York ti sorprende, anche se l’hai già vista in milioni di film e hai già letto milioni di libri ambientati nelle sue strade! Coney Island manca all’appello anche per me, con dispiacere…
    Grandi ragazzi, vi seguirò (sul blog e col cuore)!

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    1. Ogni tanto la padrona della baracca mi permette di scrivere e allora le butto in caciara il blog 🙂
      Coney è un posto che abbiamo sempre voluto vedere ma per un motivo o per un altro non abbiamo mai visitato, questa volta sarà tappa obbligata.
      Grazie per il commento 😉

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  2. Hai ragione Bernie, New York non stanca mai, tanto è che anch’io non vedo l’ora di tornarci, magari, chissà, sotto le feste di Natale, per vedere se è davvero così splendente come si vede in tutti (troppi) i film ambientati nella Grande Mela. Philadelphia non l’ho mai vista ma penso anch’io andrei per gli stessi motivi, su tutti la scalinata di Rocky Balboa, farla di cura e urlare “Adrianaaa!”😂 Buon viaggio e salutami Silvia!

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    1. La prima volta in cui siamo stati a NY era la settimana del ringraziamento, effettivamente pasare in taxy per Manhattan con le canzoncine di Natale che uscivano dalla radio è stata una bella esperienza 🙂
      Unica controindicazione: il freddo malefico… Però ne vale la pena.
      Conoscendo la bradipaggine della mia aguzzina difficilmente faremo la scalinata di corsa 🙂
      Ciao!

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  3. Ma è fantastico!! *_* Eppure io non credo alla congiunzione astrale: la tua scelta è stata indotta tipo da una seduta ipnotica mentre eri sul divano! Pensaci bene e fai mente locale, non è che Silvia si sia presentata una sera con una marca di birra “nuova”? 😛 Comunque sono troppo una brutta persona perché ora nella mia mente vi immagino a NY di giorno esattamente con tuta e guantoni e di sera con l’indimenticabile costume scintillante di Liza Minnelli (e dico entrambi eh) 😉 Avete fatto benissimo a prenotare con Musement, è una garanzia! Sono troppo contenta ragazzi, per augurarvi buon viaggio c’è tempo ci sentiamo più in là! 😉

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    1. Ora che mi ci fai pensare, ho ricordi offuscati della settimana della decisione…
      So già come andrà a finire comunque: ogni mattina un prigionero si sveglia e sa che dovrà correre per non rimanere indietro e abbandonato 😦
      Me la vedo proprio bene Silvia vestita scintillante e con una sigarettina di mezzo metro tra le dita 🙂
      Prima o poi organizzeremo un week end dalle vostre parti, così offrirò una birra della solidarietà a Orso per tutti i soprusi che tu e la tua compare ci fate 🙂
      Buon week end !

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  4. Sarò felice di sentire la versione di Silvia a proposito della sua ascesa lungo la mitica scalinata… che forse qualche male lo farà. Ma di certo sarà un’esperienza bellissima, anche perché Philadelphia è un gioiello.
    E New York. Ma cosa si può dire a questa metropoli, che nemmeno chi vive lì può affermare di aver visto completamente? Altro che: “Cosa ci torni a fare?”.
    Decisione fantastica ragazzi, soprattutto avete fatto bene a scegliere di visitare anche il Memoriale e il Museo del’11 Settembre con i biglietti saltafila, perché è un’esposizione da vedere. Vi dico solo: preparatevi. A noi è servito qualche giorno per riuscire a riprenderci, ma ne è valsa la pena. E poi con Musement siete in una cassaforte.
    Non vedo l’ora di seguirvi, seppure a distanza, in questo viaggio a NYC. Sarà un po’ come tornare a mia volta!
    A presto,
    Claudia B.

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    1. Pensavo di fare un video mentre arranca per la scalinata e poi fare un post muto, così, per vendetta 🙂
      NY non stanca mai, anche il solo fatto di esserci e camminare per le sue strade ti lascia qualcosa.
      Grazie per il commento
      Buona serata 😉

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  5. Hai perfettamente ragione, New York non è mai uguale a se stessa quindi bisogna assolutamente tornarci una volta ogni due o tre anni per vedere come cambia e come si evolve la città. Il Memoriale dell’11 Settembre e le fontane sono assolutamente da vedere e mi permetto di suggerirti oltre alla High Line di cui ti ha detto Noemi, una visita al quartiere di Williamsburg a Brooklyn perchè NY non è solo Manhattan.
    Quanto alla tua instancabile compagna di viaggio ricordale che è la città “that never sleeps”: gli abitanti qualche volta possono anche riposarsi! E buon viaggio con molta invidia!

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    1. Al ritorno da Philadelphia saremo a Williamsburg in albergo. Concordo sul fatto che NY non sia solo Manhattan, Brooklyn è fantastica. La prima volta che siamo stati nella grande mela, siamo stati invitati da alcuni colleghi americani di Silvia alla cena del ringraziamento, abitavano a Brooklyn.
      Sono estimatore di Scorsese e Brooklyn mi fa rivivere “Quei bravi ragazzi”
      Buona domenica!

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  6. Tornare a NY è sempre un’ottima idea. Devo ammettere che all’inizio sono rimasta un po’ basita, non credi di aver mai letto articoli che non fossero di Silvia o almeno ho sempre pensato che fosse stata sempre lei a scrivere. Quindi quando ho letto le prime righe sono rimasta perplessa e poi ho letto tutto d’un fiato. Non me ne volere cara Silvia, ma è bello leggere anche il prigioniero Bernie ogni tanto! 🙂

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  7. Il mio primo viaggio a New York è stato prioprio all’insegna di quel “Guerrieriiiii” che tanto mi portavo dentro. Per quanto riguarda Philadelphia, io l’ho adorata: la città è davvero interessante. Le location di Rocky sono un po’ sparse ma tra taxi e mezzi pubblici si riescano a vedere. Spero sia ancora in piedi l’entrata della palestra: io ci andai 3 anni fa e dicevano che si temeva la demolizione.

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    1. Infatti non mi dispiacerebbe anche andare nel Bronx per fare una full immersion The Warriors. Pare che l’entrata della palestra sia stata demolita 😦 la cosa principale però è la scalinata, sono 35 anni che sogno di farla con la colonna sonora di Rocky 🙂
      Grazie per il commento

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  8. Quando ho iniziato a leggere le prime righe dell’articolo mi sentivo un po’ confusa, non capivo più dove era finita Silvia…non leggevo più di viaggio e avventure con il suo capo. Poi continuando ho capito.
    A parte che di New York credo che non ci stanchi mai, anche dopo 100 volte, fate benissimo a ritornarci, e vi invidio molto la visita a Philadelphia, un sogno per me, durante l’ultimo viaggio negli States, non avevo i giorni sufficienti per visitarla.

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  9. Ciao Silvia, NY era “l’altra” destinazione che avevamo in mente per il nostro viaggio di quest’anno.
    A dire la verità è da un sacco un sacco di tempo che vorrei andarci (sarà che ho letto tanti libri ambientati lì e ho sempre desiderato respirare quell’aria che ho immaginato fra le molte pagine che ho letto). Poi abbiamo scelto un’altra destinazione per quest’estate… ma la rimetto in lista per il 2020.
    Tornerò senz’altro a leggere i tuoi post 🙂 Buon viaggio!

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