Qualche motivo semiserio per non viaggiare

Immaginate una sera a cena con un gruppo eterogeneo di persone: gli uomini che si conoscono tra di loro, le donne poco o niente. Siamo in tanti e ci viene assegnata una tavolata lunga in una sala chiassosa, in uno di quei posti dove vorresti andare via prima ancora di sederti. Un incubo. Dopo cinque minuti viene stabilito tacitamente quello che sarà l’argomento principale della serata: i successi (o gli insuccessi) scolastici dei figli. Argomento di cui, non avendo figli, non potrebbe importarmi di meno.

Trascorro la prima ora presente solo con il corpo ma non con la mente. Mastico, annuisco e pronuncio certo, chiaro, ovvio a intervalli regolari.

Mi riprendo dal coma solo quando sento la parola “vacanze”. Finora il mio contributo alla cena è stato pari a quello di un’ameba, ma adesso anche io posso dire la mia. Esprimere un’opinione, dare un consiglio, vantarmi un po’ dei posti che ho visto come loro si sono vantate fino a questo momento delle pagelle dei loro figli.

Ma l’entusiasmo dura poco, perché mi rendo conto che questo gruppo di donne interpreta la parola viaggio (o vacanza) in maniera molto diversa dalla mia, attribuendole un significato completamente diverso. La sostanza è questa: se per me ogni occasione è buona per partire, per le mie commensali ci sono milioni di motivi per NON partire. Motivi già sentiti ma rielaborati in modi completamente nuovi (almeno per me).

Quelli che non viaggiano perché costa troppo

“Beata te che puoi partire quando vuoi.” La tizia seduta di fronte a me esordisce così. Se potessi partire quando voglio non sarei qui adesso. Come la maggior parte della gente con un lavoro d’ufficio, ho due settimane di ferie ad agosto: una la passo casa e l’altra in viaggio, se i giorni di chiusura coincidono con quelli del Prigioniero. Poi mi concedo alcuni blitz-trip in qualche città europea quando trovo un’offerta. Ma niente di più.
Le persone che sostengono di non viaggiare per ragioni economiche di solito sono le stesse che si comprano macchine da 80.000 euro –  che va benissimo se è quello che desiderano, ma non sopporto quando cercano di paragonarmi a Paperon de’ Paperoni perché ogni tanto vado in vacanza.

Paperon de Paperoni

Inutile provare spiegare che nonostante ami viaggiare in maniera confortevole, non soggiorno in hotel a cinque stelle né viaggio in business class. Insomma, faccio quello che il mio modestissimo stipendio da impiegata mi permette di fare. Ma non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire.

Quelli per cui l’unico viaggio è quello di nozze

La donna seduta accanto a me ha fatto un unico viaggio: quello di nozze. E non si è sposata due mesi fa. Nessun viaggio da single, nessuno con il fidanzato, nessuno con l’attuale marito, a parte quello di nozze. Nessun viaggio nemmeno dopo, perché sai, i bambini, il lavoro, le preoccupazioni.

Non voglio esprimere un giudizio, ma probabilmente non riesco a trattenermi e quindi lo sto facendo. È che non riuscirei proprio a pensare che l’unico viaggio che merita di essere fatto sia la luna di miele. Magari in un resort all inclusive sul Mar Rosso. Per me è la morte dei sentimenti, la mancanza totale di curiosità. Come fa una persona a non essere interessata a vedere cosa succede al di fuori della città in cui vive?

Quelli per i quali “in Italia c’è tutto”

E quindi, perché mai andare all’estero? Non metto in discussione la bellezza del nostro paese, ma come si fa a non avere voglia di vedere qualcosa di diverso? O di assaggiare qualcosa che non sia una pizza o un piatto di pasta? Perché poi queste persone sono le stesse che non varcano i confini nazionali perché solo in Italia si mangia bene. E sono sempre gli stessi che se per caso partono, scelgono sempre la stessa meta da secoli, come in una canzone degli anni Sessanta.

Sapore di mare.jpg

Da sempre la stessa destinazione, lo stesso bagno, lo stesso appartamento in affitto, la stessa gelateria. Possibile che non scatti ogni tanto la curiosità di vedere, almeno una volta, una spiaggia diversa dalla solita?

Quelli che devono prendersi cura dei genitori, dei nonni, degli zii

Una delle donne al mio tavolo spiega di non essere andata in vacanza per anni per via di un’anziana zia da accudire. La cosa le fa molto onore, sicuramente. Le domando, in maniera meno brutale di come sembra qui nero su bianco, cosa la trattenga dal partire ora che la zia è passata a miglior vita.

Sono i genitori a trattenerla. Anche se sono giovani e stanno benissimo. I miei genitori (per fortuna godono di buona salute) non mi impedirebbero mai di partire. Infatti ora che ci penso, da quando sono andati in pensione, mia madre e mio padre viaggiano più di me.
I nonni anziani che non ci lasciano partire sono un valido motivo, ma non quando stanno benissimo e vorrebbero vederci felici da qualche parte in giro per il mondo.

Quelli che non vanno da nessuna parte perché ai bambini non interessa

I miei genitori ci hanno sempre un po’ costretti a partire: caricavano sia me che mio fratello in macchina o sul camper e via. Non ci è mai stato domandato: “Bambini, vi interessa il posto in cui andiamo”? E comunque non ricordo che sia mai successo che uno di noi due si sia lamentato di una destinazione, anche se non facevamo nessuna delle cose che oggi verrebbero descritte con dovizia di particolari in uno dei tanti post della serie cosa fare a xyz con i bambini.

Silvia Svizzera vacanza.jpg

Questa foto risale a uno dei miei primissimi viaggi: mio fratello non era ancora nato quindi non avevo più di cinque anni. Non ricordo dove fossimo e, anche se può sembrare assurdo, ho dei ricordi di quella giornata.
Siamo sempre stati considerati come dei “piccoli adulti” in viaggio, al punto che un anno, di ritorno dalla Danimarca, i miei decisero di fare tappa a Mauthausen, permettendo anche a noi di partecipare alla visita guidata del KL. Forse oggi qualcuno direbbe che sono stati degli scriteriati a portare due bambini in un posto simile. Io penso che non sia stato sbagliato, perché il fatto di non trattarci come bambini e di abituarci a viaggiare, a vedere capitali europee e ad assaggiare cibo diverso dal quello a cui eravamo abituati ci ha insegnato molto.

Non credo che i bambini non siano interessati a viaggiare, o che andare in vacanza sia uno spreco di soldi o che una volta tornati dal viaggio di nozze si possa buttare via il trolley. Alla fine penso che sia tutta una questione di curiosità: chi non è interessato a vedere oltre il proprio naso non si muove mai, mentre chi è curioso di conoscere cose diverse non vede l’ora di partire.

Cosa ne pensate? Avete mai incontrato persone che non viaggiano per motivi più o meno plausibili?

Cover photo © Ashim D’Silva on Unsplash

68 pensieri riguardo “Qualche motivo semiserio per non viaggiare

  1. Silvia…Non hai idea di quante volte mi sia trovata nella tua situazione: seduta ad un tavolo con persone con le quali mi sono accorta di non avere nulla in comune. L’unica differenza era il tema: tu hai dovuto ascoltare passivamente successi e insuccessi scolastici dei loro figli, io discorsi su allattamento, svezzamento e “spannolinamento” (termine che nemmeno sapevo esistesse), senza che qualcuno si degnasse di allargare un po’ gli orizzonti in modo da includere nella conversazione anche chi non ha figli (o li ha, ma non per questo ha smesso di interessarsi a tutto il resto). Le giustificazioni che hai elencato le ho sentite tutte, parola per parola. Soprattutto quel “Beati voi che siete sempre in giro” quando, come te, di norma ho una settimana di ferie ad agosto in comune con Enri e per il resto sfrutto i weekend quando si presenta l’occasione. I peggiori, però, sono gli avari: sapessi quanti non viaggiano “perché costa troppo” per potersi però vantare di un’auto nuova…magari presa a rate 😉 Sai che ti dico? Peggio per loro, non sanno cosa si perdono! Un abbraccio!

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    1. La fase svezzamento e il terribile “spannolinamento” sono già superate e le ho affrontate qualche anno fa con in cene molto simili. Con tutta la sfilza di domande della serie “e tu cosa aspetti?” senza pensare che magari non è quello che tutti desiderano, o che magari ci sono dei motivi che uno non ha voglia di condividere a cena con degli sconosciuti.
      E gli avari? Insopportabili quelli che ti fanno sentire una pazza con le mani bucate 😂
      Sono d’accordo, peggio per loro!

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  2. Fantastica! Leggendo, ad ogni riga, ad ogni motivazione, mi saliva gradualmente, ma sempre più forte, un senso di puro nervoso: nervoso per chi ha mille scuse per restarsene a casa (ma se ne restasse a casa senza lamentele, non ci sarebbe niente di male; eppure resta a casa lamentandosi della vita quotidiana in continuazione!), nervoso per chi si compra il macchinone ma poi lo usa per andare, la domenica, al centro commerciale o all’outlet; nervoso per chi usa i figli (o, appunto, gli zii, i nonni, i genitori anziani…) come scusa…
    Aspetta un attimo. …Nervoso che, forse, nervoso non è: è pena.

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  3. Pienamente in sintonia con quanto scrivi! Tanti miei amici non viaggiano e se proprio sono costretti ad allontanarsi dal loro recinto, magari per colpa del lavoro (o di una gita scolastica.. la malattia del non-viaggiatore comincia giànin tenera età!), allora li vedi all’ora di cena che cercano spasmodicamente un piatto di pasta di cui poi si lamenteranno. E torneranno dal loro “viaggio” raccontando quanto sono stati male, quanto abbiano mangiato male, ecc. ecc.
    Servirebbe un modo per obbligare tutti a viaggiare per davvero. Renderebbe il mondo un posto migliore

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    1. Anche io sono convinta che se tutti viaggiassero un po’ il mondo sarebbe un posto migliore, perché vedere (e provare a capire) delle cose diverse da quelle che si vedono a casa aiuta a diventare più elastici, più tolleranti e più aperti. La mancanza di interesse e di curiosità verso quello che è diverso dalla quotidianità può essere molto pericolosa.

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  4. Quelli per cui “In Italia c’è tutto”, “È il paese più bello del mondo” ecc. li odio infinitamente. L’Italia è un gran posto, ma hai il Taj Mahal in Italia? Hai il Gran Canyon? Hai le cascate Vittoria?
    Sulla questione viaggi con i bambini, poi, permettimi un tackle scivolato sulle caviglie. Con mia figlia (che oggi ha tre anni) ho già girato buona parte d’Europa e posso dire che non c’è nulla che diverta i bambini più della scoperta di cose nuove.
    In entrambi i casi si tratta di scuse dietro le quali nascondere la propria pigrizia.

    P.S. per la cronaca: quando sono a cena fuori con altra gente che mi parla di bambini, io tronco direttamente la conversazione. Ne ho già avuto abbastanza di pappe, allattamenti e pannolini…

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    1. I sostenitori dell’Italia come paese in cui c’è tutto sono poi gli stessi secondo i quali “la cucina italiana è l’unica che merita”. Salvo poi lamentarsi della pasta scotta servita con il ketchup a Manchester.
      Penso che tua figlia vi sarà molto riconoscente in futuro: farla viaggiare e farle vedere cose diverse la aiuterà sicuramente a sviluppare una sana curiosità verso il mondo – e già la immagino a sedici anni, come ho fatto io con mio padre, a supplicarti di lasciarla partire da sola per un mese a Londra 😉

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  5. Mamma mia quanto ti capisco!
    Le categorie di gente che non tollero sono quelle che a. io non vado fuori dall’Italia (o dalla mia regione) perché qui ho tutto quello che mi serve, e vuoi mettere che bello il mare di Santa Marinella? (Detto su una delle più belle spiagge della Sardegna) Poi come si mangia a Roma da nessun’altra parte! (Detto davanti a un hamburger in California). b. Quelli che viaggiano ma gli fa schifo tutto: Oddio mio che schifo sto Pad Thai! (in Thailandia) Certo che però sti spaghetti cinesi so proprio scotti, molto meglio una bella carbonara (in Cina)… e via dicendo.
    Io non la capisco sta gente, ma esiste e continua a vivere, mi chiedo come.

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    1. I tuoi esempi mi hanno fatto sorridere perché mentre li leggevo immaginavo proprio i personaggi in viaggio: una lamentela continua del posto/cibo abbinata agli elogi dell’Italia e della cucina della mamma 😉
      Tra l’altro solo ieri ho saputo che una di queste coppie parteciperà a un tour organizzato negli Stati Uniti: quanto vorrei vederli on the road – ma forse anche no 😂

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  6. Fantastico questo post l’ho letto tutto d’un fiato!! Troppo vero troppo tutto!!! Io adoro amo vivrei per viaggiare! Ammetto che i soldi sono pochi ma fortemente voglio e desidero viaggiare e quando posso fosse anche una volta all’anno cavolo parto!!! In un posto ci sto massimo per 3 anni giusto per vedere bene tutto e mai ferma! Mai! Assaggio, osservo, assorbo!! Il mio bambino ? (17 anni ora!) ha conosciuto provato e visto di tutto, a 3 mesi era in macchina pronti via, a 8 nello zaino sulle spalle di marito in montagna a camminare con annesso bagnetto al fiume acqua ghiacciata e a 18 mesi sull’aereo verso la Grecia! Ma certo viaggiare è conoscere, è vivere, è bagaglio di esperienze, foto negli occhi e cibo nella mente! Non sei l’unica a esserti confrontata con persone chiuse, senza fantasia o forse così, senza curiosità! Io mi spezzo davanti a famiglie con la stessa sdraio, lo stesso ombrellone e lo stesso piccolo alberghetto di riviera ogni anno e per 30 anni! E non spendono poco!!! Mai.. non potrei mai! Bello grazie di cuore, mi sono divertita!

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    1. Mi ritrovo al 100% nelle tue parole! Purtroppo però mi sa che la maggior parte della gente non la pensa come noi…
      Stessa sdraio, stessa pensione fatiscente da anni e come dici tu non è che spendono poco.
      Il tuo “bimbo” ti sarà di sicuro riconoscente per avergli trasmesso la passione per il viaggio già da piccolo!

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  7. Oddio come hai resistito a non abbandonare la cena in compagnia di queste depresse? C’è stato un periodo in cui per spingere dei conoscenti divanofriendly a viaggiare di più regalavo loro quei cofanetti soggiorno di 2 notti con colazione (ricevevo sempre musi storti di disapprovazione). All’ennesimo muso storto la volta successiva ho regalato loro una scatola di scarpe con all’interno una busta di popcorn e un abbonamento a Netflix con la scritta in napoletano “statev a’ càsa!”. Ci sono persone per cui il viaggio è davvero un supplizio e ci sta ma lasciarsi andare a considerazioni come quelle rivolte a te durante la cena no. Se avessi dei figli li farei viaggiare più di me. E sul discorso “stessa spiaggia stesso mare”, un anno andai a lavorare in un villaggio turistico (a fare l’imbianchina) e quando ho scoperto che c’erano persone anziane i cui figli e nipoti si erano tramandati bungalow, roulotte e tende stanziate li da 60 anni ho pensato che tristezza…per quanto si divertissero fra loro con animazioni, bagni ecc ecc per me era solo un villaggio di zombie.
    Silvia ma sai che abbiamo una foto simile? E’ possibile che quella sia la Svizzera in miniatura a Lugano? Stessi anni, stessa frangetta solo che nella mia foto reggo un gatto di peluche! Quando vado dai miei la recupero e te la posto! Bentornata, articolo sfiziosissimo! ❤

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    1. Quindi tu eri così generosa da regalare cofanetti tipo Smartbox e questi ti guardavano male? Certa gente non sta mica bene!
      Capisco cosa vuoi dire quando parli di villaggio di zombie: è proprio quello a cui mi riferivo. Qui dal Piemonte c’è l’abitudine a fare questo tipo di ferie in Liguria, e ti assicuro che certi posti della Liguria sono veramente tristi. Non me ne vogliano i liguri, ma se io dovessi passare per anni i miei unici giorni liberi in un posto così triste, allora a quel punto preferirei l’abbonamento a Netflix.
      Sì, potrebbe essere benissimo la Svizzera in miniatura! In effetti ho anche delle altre foto di Lugano. Allora aspetto di vedere la tua foto ❤️

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  8. Ma lo sai che ogni volta che leggo un tuo articolo ci ritrovo parte della mia vita? tra assurdi compagni di viaggio di lavoro e viaggi che non ci hanno entusiasmate mi sembra di rivedere la mia vita ed anche questa volta mi ci ritrovo a partire dalle ferie imposte ad agosto. Mi spiace dirlo ma in parte ho perso per strada un buon numero di amicizie perchè non mi sono voluta arrendere ad una vita ordinaria. Sembra che con matrimonio e figli la vita finisca ma non è così. Mi ero stancata di incontri dove la frase ricorrente era beata te oppure quando metti la testa a posto.

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    1. La frase migliore l’ho sentita da una tizia che una volta mi ha chiesto dove avessi lasciato i bambini. Le ho risposto di non averne, e questa mi ha subito domandato quanti anni avessi. Alla mia risposta ha sgranato gli occhi e ha detto: “Ah bè dai, c’è ancora tempo”. Non so come ho fatto a non scoppiarle in faccia, o a trattenermi dal rispondere: meglio senza figli che zombie come te. Ma non sarei stata educata 😉
      Mi fa piacere sapere che ti ritrovi nelle mie parole perché troppo spesso mi capitano delle situazioni come questa cena assurda!

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  9. Ho incontrato tutti i tipi di NON viaggiatori descritti qui sopra. E poi ci sono quelli che vivono all’estero e che quando viaggiano tornano solo a casa, che per carità lo faccio anche io ma una volta l’anno non tutte le sante volte, lamentandosi poi che non viaggiano abbastanza. Mentre io faccio una volta a casa e tre in altre città europee e quindi secondo loro sono quella fortunata, quando hanno gli stessi giorni di vacanza a disposizione ma non li sfruttano bene,

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    1. Quello che più mi infastidisce è proprio quello: il fatto che le persone con le stesse possibilità si permettano di dire agli altri quanto siano fortunati. Perché vanno via 3-4 weekend l’anno, o perché, come te, non si limitano a tornare solo a casa. Ognuno è libero di fare ciò che vuole, ma almeno non dovrebbero lamentarsi (e criticare).
      Grazie e buona giornata 🙂

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  10. “…ma come si fa a non avere voglia di vedere qualcosa di diverso?” Sono d’accordo che sia un problema di mancanza di curiosità che inaridisce un po’. Cosa che (almeno per l’esperienza che ho fatto io con persone di questo tipo) non riguarda solo il viaggiare ma anche altri interessi. Spesso sono persone che leggono poco – magari giusto una Sophie Kinsella ogni tanto – e che hanno in genere poche passioni. Non fanno sport, nemmeno una corsa al parco ogni tanto, non guardano film, non ascoltano musica. Anedonia?

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  11. Silvia… quanto ti capisco, davvero! Io vivo in una città di medie dimensioni e non proprio nel paesello sperduto, eppure la maggior parte della gente che conosco la pensa così. O anche chi comunque ama viaggiare, trova le scuse più assurde… in genere sono “i soldi” il problema: TE CREDO, l’ultima vacanza di una mia conoscente con cui ho affrontato l’argomento da poco è stata a Formentera, in pieno agosto, pagando uno stonfo per un appartamento ENORME anche se loro erano solo in due. “Perché sai, lo affitta un amico dei miei genitori, quindi ci siamo rivolti a lui”. Ho capito, ma non mi venire a dire che non hai i soldi per viaggiare allora!
    Io ho la fortuna/sfortuna di non avere le ferie in estate ma posso prenderle più o meno quando voglio nei periodi di bassa stagione… come te ho uno stipendio nella media da dipendente, cerco di andare via ogni volta che posso ma si tratta comunque di un viaggetto ogni 2-3 mesi, neanche chissà cosa. Non c’è verso, OGNI VOLTA che incontro qualcuno in giro che magari non vedo così spesso, il commento è sempre lo stesso “ma te sei sempre in giro eh / ma come fai / beata te che puoi”… ecc…
    Insomma, questo papiro è per dirti che ti capisco completamente! XD

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    1. Mi fa piacere vedere che anche tu mi capisci perché sul serio, i commenti di queste persone sono insopportabili. L’esempio della tua conoscente è perfetto: con la stessa cifra avrebbero potuto fare un viaggione, e poi si lamentano di essere senza soldi! Che poi per carità uno è liberissimo di spenderli come vuole, ci mancherebbe, però quando iniziano a criticare… da ammassarli 😤

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  12. Ottima sintesi delle improponibilità umane! 🙂 Non so nemmeno dire chi siano i peggiori, tutti ugualmente molesti. Ne aggiungo una: per il fatto di aver sempre viaggiato molto, sin da quando le offerte Ryanair da 99cents erano una realtà per prendere piede nel mercato (sono vecchia!😱), c’è stato chi mi ha considerata una persona leggera, poco seria, perché i miei soldi li spendevo tutti in viaggi e riuscivo ad arrangiarmi pur di conoscere l’Europa. È brutto dirlo, ma a volte c’è anche un po’ di invidia sotto sotto. Poi forse i viaggi sono una cosa a cui ci si deve abituare: chi non l’ha mai fatto, o fatto pochissimo, guarderà sempre con sospetto noi che vaghiamo di qua e di là!

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    1. Tranquilla, anche io sono vecchia abbastanza da ricordare i viaggi Ryanair al prezzo di un caffè (e da averne usufruito diverse volte). Già ai tempi dell’università c’erano delle compagne di corso che facevano commenti poco carini quando parlavo di una partenza. E tieni conto che ho studiato lingue, quindi un viaggio all’estero ogni tanto ci sta, e che comunque oltre ai voli a prezzi stracciati all’epoca dormivo in hotel di dubbia qualità. Tutto sommato forse come dici tu è una questione di diffidenza da parte di queste persone!

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      1. Secondo me è diffidenza un po’ nei nostri confronti, un po’ anche per l’esperienza stessa… Forse alcune persone non credono che sia davvero possibile fare cose di qualità gestendo bene tempo e denaro (ci includo anche gli hotel di dubbia qualità, che in qualche modo temprano il viaggiatore, ahah 😄)

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  13. Come dici tu, ci sono in giro molte persone che credono che chi viaggia sia ricco… In realtà anch’io vado via solo una settimana ad agosto e qualche gg a dicembre. Per il resto qualche gita fuori porta. Dipende da cosa piace ad una persona. Io x esempio non compro, se non ho bisogno, borse e vestiti, ma se posso preferisco spendere x un weekend fuori.

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    1. Anche perché poi le persone di questo tipo le vedo in poche occasioni, magari proprio appena prima o appena dopo uno dei due o tre weekend all’anno o delle ferie di agosto, allora questi hanno l’impressione che io sia sempre in giro 😁 Come te anche io preferisco spendere in viaggi che in altre cose, ti capisco!

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  14. Si, mi è capitato. Ma ultimamente mi capita più spesso di incrociare persone che viaggiano mooooolto più di me. Io mi concedo un viaggio all’estero all’anno e un ponte lungo da qualche parte in Italia e per il resto cerco sempre di fare delle gite di un giorno da qualche parte un paio di volte al mese. Sono in piena media ISTAT (ho scritto oggi un articolo per una testata giornalistica e mi sono studiata bene i dati ;-)). Ma mi hai fatto venir voglia di scrivere un pezzo proprio su quelli che hanno come unico desiderio il possesso di un’auto ipercostosa. 😉

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    1. Ma che poi se uno ha piacere dell’auto costosa, o dell’orologio o chissà cosa, per carità, va benissimo, però quando poi si scandalizzano perché vado a Cracovia con un volo low cost… mi fanno proprio arrabbiare!
      Dai, scrivilo l’articolo, sono curiosa 🙂

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  15. L’unica cosa da fare in questi casi sarebbe alzarsi dal tavolo e salutare i commensali! Tipici personaggi che non sanno cosa vuol dire viaggiare davvero o forse sono solo invidiosi di chi lo sa fare! O meglio ancora,non sanno cosa significa viaggiare per passione. Noi continuiamo a scoprire il mondo senza essere paperon de paperoni e ci godiamo quello che di bello ha il mondo.

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    1. Sai che l’ho pensato almeno un paio di volte? Però forse sarebbe stato troppo estremo. Ho deciso che quando (e se) ricapiterà una cena del genere, risponderò ai racconti dei successi dei loro figli raccontando un aneddoto di viaggio.
      Hai ragione, in parte forse è invidia, in parte forse è semplicemente gente che non sa cosa voglia dire viaggiare e non ha alcun interesse a farlo.

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  16. Dal mio punto di vista, rispondendo alla tua domanda finale, non esistono motivi plausibili per non viaggiare (a parte reali ristrettezze economiche…)
    Hai qualche parente anziano e/o malato da accudire? Ti organizzi per quei pochi giorni con un aiuto.
    Hai un animale domestico? Ci sono bravissimi pet sitter ai quali chiedere.
    Volere è potere, non è solo un modo di dire, tutto il resto sono scuse per mascherare altre motivazioni tipo pigrizia o scarsa organizzazione.
    Ci sono poi quelle persone che portano avanti esistenze quasi monacali, tutte dedite al risparmio e al lavoro, per le quali un viaggio rappresenta solo una delle tante futilità della vita. Ho un collega che la pensa così, e infatti le sue due settimane di ferie se le passa sempre a casa, giù al sud.
    Sul fatto di viaggiare con i bambini, con me sfondi una porta aperta, e stiamo cercando di educare Samuele in tal senso da quando era piccolissimo, fregandocene delle critiche. Ho amici che non intraprendono viaggi perchè “alle pupe non interessa” e io rimango sbalordita, soprattutto perchè sono convinta che l’interesse del bambino vada sempre stimolato e mai subito.
    Ti faccio i miei complimenti per la tua diplomazia. Se fossi stata io a quel tavolo avrei probabilmete litigato con qualcuno..ahahaha!!
    Un bacione e buon weekend!

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    1. Il caso di quelli che conducono esistenze monacali per non spendere un centesimo sono un altro caso che meriterebbe un approfondimento: il mio vicino di casa è arrivato fino a 70 anni in questo modo, senza mai spendere un centesimo. Poi a un certo punto si ì “innamorato” della signora che lo aiutava nelle faccende di casa, si sono sposati, lui nel giro di qualche anno è morto. Ora lei ha ereditato tutto e adesso è in vacanza in Ecuador da tre mesi. Spero che il tuo collega non faccia la stessa fine…
      Il discorso che ai bambini non interessa mi fa venire un nervoso! Considera che poi in queste situazioni non avendo figli non posso nemmeno permettermi di fare un’osservazione, perché partono subito le frasi (indelicate) del tipo: cosa vuoi saperne tu. Per carità, io non ne so nulla, ma quello che so è che quando i miei mi portavano in giro ero sempre contenta. Per cui sono convinta che Samuele vi sarà riconoscente!
      Grazie Ale 😘

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  17. Di solito a me capita la categoria “viaggio di nozze”, “l’Italia è l’Italia and nothing else matters” e i “milionari pezzenti”: in tutti i casi provo un po’ di tristezza e, spesso, mi rendo conto di quanto le persone ci perdano in termini di esperienze e apertura mentale per motivi id… superficiali. Ammiro la tua diplomazia, non so se sarei riuscita in questa impresa.
    Quasi dimenticavo: quelli “ho figli, quindi non viaggio più” (anche se forse saranno andati al massimo da Milano a Brescia) dove li vuoi sistemare?

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    1. Il milionario pezzente visto da lontano in fondo è divertente: orologio d’oro probabilmente falso, marsupio di Gucci o Vuitton… e di solito fa il gradasso con gli assistenti di volo delle low cost pretendendo un servizio da business class. Insopportabile!
      Quelli che “ho figli non viaggio più” secondo me sono il passo successivo a quelli che sono solo andati in viaggio di nozze e poi hanno buttato via il trolley 😂

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  18. Io credo di non aver mai avuto un buon motivo per non viaggiare. Fortunatamente sono cresciuta in una famiglia molto vagabonda e dove ho imparato davvero molto sul mondo. Per me non esistono motivi per non viaggiare. Finora ho sempre avuto il mondo dalla mia parte.

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  19. Io sto evitando come la peste la gente così. Spesso hanno iniziato a farmi i conti in tasca perché volevano calcolare le spese dei viaggi fatti in quell’anno specifico dicendomi che con il mio misero stipendio non avrei mai potuto permettermeli e che quindi c’era qualcosa dietro. All’inizio rispondevo spiegando che mi bastava risparmiare. Evitavo lo shopping e le cene fuori prima e durante il viaggio mi adattavo ma, come dici tu, non ti ascoltano. Quindi ora rispondo che vado a rubare e godo le espressioni dubbiose 😂😂
    PS: tanta stima per essere rimasta mentre parlavano dei successi dei propri figli, persino mia madre sarebbe scappata in bagno fingendo un malore 😂

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    1. Anche io lì evito ma questa volta è stata “colpa” del mio compagno che ogni tanto va in bici con i mariti di queste tizie…
      Quelli che fanno i conti in tasca agli altri senza sapere nulla mi fanno venire una rabbia! Che ne sanno loro delle cose alle quali uno decide di rinunciare per viaggiare? Io per esempio non ho mai avuto la macchina perché l’ho sempre condivisa con mia mamma, anche se non è comodo per ovvi motivi. Ma sono spese che evito e quello che risparmio posso spenderlo in viaggi. Ma a volte un po’ di invidia e un po’ di ignoranza possono essere un mix letale!
      In effetti avrei potuto fingere di aver ricominciato a fumare e uscire ogni cinque minuti 😂

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  20. Cara Silvia, come ti capisco. A me, invece, è sempre capitata la gente che mi faceva i conti in tasca. Più che altro conoscenti e/o partner di amici. Le famose e infelici frasi “Ah, ce li hai i soldi eh” dette da persone che spendono 50€ in discoteca a serata nei fine settimana (true story, non è una cifra inventata). Che per carità, se li fa felici ben per loro, ma non venire a contare ogni singolo centesimo del mio conto in banca. Anche la storia dei figli l’ho sentita più volte, tipo “eh ma con un bambino piccolo andiamo in un villaggio”. Peccato che a Petra abbia visto famiglie con il pargolo nel marsupio che facevano trekking qua e là 😀 poi ci sono persone che non hanno proprio la passione del viaggio e quella vabbè, è carattere. Mi chiedo come si faccia però a non voler mettere il naso fuori dal proprio recinto sociale.

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    1. La frase del bambino piccolo nel villaggio mi ha fatto tornare in mente una mia vicina di casa che è stata proprio “colpita dal viaggio in Africa, perché è proprio vero che ti ruba il cuore”: lei, marito e bambini sono andati in un villaggio turistico a Marsa Alam… Geograficamente ha ragione, ma per il resto 🤦🏻‍♀️
      Insopportabili quelli dei conti in tasca! Sai che io a volte alla domanda dove vai in ferie rispondo: non so, un paio di giorni in montagna? Perché non sopporto i loro discorsi da risparmiatori seriali che poi appunto, in discoteca spendono 50 euro a testa per avere il tavolino…

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  21. La frase : È che non riuscirei proprio a pensare che l’unico viaggio che merita di essere fatto sia la luna di miele. Magari in un resort all inclusive sul Mar Rosso.MI HA FATTO MORIRE! Ultimamente sono un po’ statica poichè ho comprato casa e stiamo ristrutturando..che è peggio di un lavoro ahahah! Però la penso come te, mi piace viaggiare e portare mia figlia in giro!

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    1. La cosa triste è che purtroppo è vero! Sarà perché vivo in una piccola città quindi tante persone sono più “chiuse”? O forse è proprio solo un discorso di mancanza di curiosità?
      Oh mio Dio i lavori di ristrutturazione sono una cosa che ti distrugge fisicamente e psicologicamente! Quando avrai finito dovrai fare un bel viaggio per riprenderti 😉

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  22. Non sai quante volte “beata te che sei sempre in giro!”… e poi quando dici che per 3 giorni prendi un volo solo bagaglio a mano ti guardano come una pezzente…
    Viaggiare senza spendere cifre folli si può fare se lo si vuole davvero. un po’ come tutto (o quasi) nella vita, basta volerlo!

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  23. Potrei anche scrivere un poema su questo argomento. Ti dico solo che, di recente, mi sono trovata al centro di una discussione, in cui sostenevo che le donne sono le peggiori, quando si tratta di augurare alle altre donne la loro stessa sorte.
    Indipendentemente che si tratti di viaggi di lavoro (a cui mi riferivo) o viaggi di piacere, è dalle donne che arrivano gli attacchi. “Viaggia adesso, fallo ora perché poi…”. Poi cosa? Il mutuo, i figli, il giudizio universale?
    Stabilito che posso viaggiare anche con un mutuo, facendo sacrifici e rinunciando al superfluo. Stabilito che per scelta non ho figli (ma se ne avessi farei triplo sacrificio e, condizioni di salute e lavoro permettendo, viaggerei con loro). Stabilito che se viaggio per lavoro, è perché è il mio lavoro, che con immane fatica sto tirando su come una creatura. Ecco, stabilito tutto questo. Se ci sono salute e lavoro, perché non dovrei viaggiare?
    È la mia passione più grande, che è anche il mio lavoro. Non vedo perché qualcuno che fa scelte contrarie, debba ipotizzare lo stesso per me. Tanto che da quella discussione, è nata l’idea di un articolo particolare…
    Sai Silvia. La verità è che non esiste nulla di meglio che una scusa o una mentalità dietro cui nascondersi, per giustificare la propria scelta di vita. Apprezzo di più chi dice: “Non mi piace viaggiare, non mi interessa”. Premesso che mai capirò una cosa simile, ma almeno non ci gira intorno con assurdi specchi su cui arrampicarsi.
    Libertà di scelta per tutti, massimo rispetto, ma basta con questi luoghi comuni che veramente non si possono sentire!
    A presto,
    Claudia B.

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    1. Io vivo in una piccola città di provincia e pensavo che questi commenti fossero anche un po’ il frutto della mentalità non troppo moderna di tante donne della nostra età, invece mi sa che non si tratta solo di essere “provinciali” (o barotti, come diciamo dalle mie parti), ma è proprio un problema di testa. E poi non è solo un atteggiamento diffidente verso i viaggi, ma verso la vita in generale. Per esempio ricordo che quando viaggiavo molto per il mio precedente lavoro, spesso partivo da sola, e spesso mi sentivo dire: “Ah ma da sola?” con lo sguardo di chi la sapeva lunga, che chissà cosa andavo a fare lontano da casa senza un uomo che mi controllasse. Se ci penso a certi commenti che ho dovuto sentire, mi viene ancora un nervoso!
      Hai ragione, certi luoghi comuni non si possono sentire – non dovrebbero proprio essere pronunciati!
      Ah Claudia, dovremmo proprio incontrarci e parlare di tutte queste cose di persona 🙂

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  24. Quando ho letto il titolo ammetto che mi sono un po’ spaventata. Ho pensato: ma cosa sta dicendo Silvia? Poi ho letto il tuo articolo e ho capito. Potrei rispondere ad ogni punto che hai menzionato e se lo facessi ti darei ragione su tutto. Ma la cosa che in assoluto mi manda più in bestia è l’esclamazione del beato te che puoi andare quando vuoi. MA veramente la gente pensa che cada tutto dal cielo? Come in tutte le cose ci vuole volontà e organizzazione e soprattutto no, non bisogna necessariamente essere milionari. Non so come tu abbia fatto a restare calma credimi. Un oscar ti andrebbe dato solo anche per quello!

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    1. Esatto, il “quando vuoi” mi manda in bestia. Ma che ne sa la gente di quello che uno deve fare per avere due giorni di ferie? Di come deve organizzarsi sul lavoro: per esempio in ufficio siamo solo io e un’altra collega per cui devo sempre sperare che non le venga un attacco di appendicite proprio quando io devo partire, altrimenti ciao ciao viaggio – e poverina lei 😅
      Per fortuna sono stati abbastanza veloci a servirci, quindi appena è arrivato il caffè ce ne siamo andati!

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  25. Sono d’accordo con ogni singola parola che ho letto!
    Io non sopporto soprattutto coloro che pensano che sia ricca sfondata, solo perché ogni tanto mi concedo un viaggetto o una gita fuori porta… non capiscono che se cerchi le offerte e ti organizzi bene in tutto, si può viaggiare con poco!
    Poi, effettivamente, alla maggior parte delle persone che non mette mai piede fuori dal proprio paese non piace proprio viaggiare, non gli interessa o ha paura, addirittura, di farlo per non si sa quale motivo.
    Quindi che dire… deve essere una vera e propria passione! Una cosa per noi ovvia, ma per tante persone non proprio…

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    1. Pensano che siamo ricche sfondate o che non ci importa dei soldi perché li “sprechiamo” in biglietti aerei quando per esempio si potrebbero investire in cose molto più utili dal loro punto di vista. Magari due sedie sdraio e un ombrellone sulla stessa spiaggia di sempre.
      Sì in effetti forse certa gente non viaggia per paura, per mancanza di interesse e di curiosità – e non sanno cosa si perdono!

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  26. Guarda, fai dei meme con frasi estrapolate da questo post e li condivido tutta la vita. Poi ci sono quelli che: “Io vado in viaggio una settimana nel mar rosso con cuoco italiano e non mi muovo dalla sdraio”. E che viaggio è? Ti arricchisce culturalmente? no. Conosci persone del luogo? no. Vedi cose nuove? no. Stai a casa, fai prima.

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    1. Mio Dio quanta gente fa proprio come dici tu! E poi dopo una settimana nel Mar Rosso (ma potrebbe essere ovunque, per quello che vedono) tornano a casa pensando di aver visto l’Africa. Per andare a fare il trenino intorno alla piscina dopo cena meglio stare a casa!

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  27. Da mamma viaggiatrice posso dirti che ti sei solo trovata nella tavolata sbagliata ahahaj. Noi siamo sempre partiti anche con i bimbi piccoli e abbiamo fatto delle esperienze incredibili negli stati uniti, in Europa e alle Seychelles. Insomma la gente usa la scusa dei figli ma probabilmente sono persone che non amano viaggiare davvero

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    1. Mi fa piacere leggere le tue parole perché vedo che ci sono tante mamme come te che non hanno usato i figli come scusa per smettere di fare tutto quello che facevano prima. Sai che mi sono anche sentita dire: “ma tu leggi molti libri perché non hai figli”. Sicuramente ho più tempo per me, ma non so fino a che punto certe frasi siano vere o siano, come dici tu, solo delle scuse.
      Grazie e buon weekend 🙂

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  28. Mi hai fatto venire l’ansia…
    Come ti capisco. Mi rendo conto che ci sono un sacco di persone che trovano una marea di scuse per non partire. Preferirei mi rispondessero “perchè non me ne frega nulla” all’arrampicarsi sui vetri.

    Non riesco a non giudicare chi non ha un vero e valido motivo per non viaggiare. Tendenzialmente penso siano persone poco interessanti e anche piuttosto limitate. Sia chiaro…. “partire” può anche essere il week end fuori porta una volta ogni tanto. Non dobbiamo essere degli esploratori o dei milionari per vedere qualcosa di nuovo…

    Un abbraccio,
    Elena

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    1. Hai ragione, partire a volte vuol dire prendere la macchina e fare 30 chilometri per vedere un paesino vicino a casa. Ma evidentemente la loro è semplicemente mancanza di interesse verso tutto. Sì, sarebbero molto più sinceri se dicessero “non me ne frega nulla”!

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  29. Adoro le tue analisi semiserie, tra l’altro ho trascorso delle cene imbarazzantissime con genitori che parlano solo di figli e scuola in particolare, quindi mi sono immaginata vicino a te, a darti una pacca sulla spalla e dire ‘anche questa cena finirà’!! 😉 Per fortuna abbiamo molti amici che amano viaggiare, comunque quella più assurda che ho sentito già la citi nell’articolo: eh però quel posto è caro, con in garage quasi 200mila euro tra auto e moto… non dipende dalla spesa, ma dall’importanza che diamo alla cultura e alla crescita personale, oltre il viaggio inteso solo come vacanza!

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    1. Che poi mi chiedo: come fanno a dire che un posto è caro quando non sono mai andati più lontano della Liguria (a 90 km da casa mia quindi)? E poi come dici tu, con un patrimonio in auto e moto. Davvero assurdo. Ah ah la prossima volta ti voglio con me a una di questa cene 😉

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  30. Credo che oltre alla mancanza di curiosità ci sia anche paura dell’altro, di ciò che non si conosce. Tutti abbiamo la nostra comfort zone, ma non esiste solo quella. Purtroppo anche io mi sono spesso trovata davanti a gente che millantava scuse infinite per non poter viaggiare.
    Ma perché non possono ammettere che non gli interessa e basta, o che gli fa paura?
    No, devono farmi sentire in colpa (o più ricca rispetto a loro, o meno impegnata, o più menefreghista, o più fortunata) piuttosto che ammettere che stanno bene nel loro guscio di noce.
    Conosco però anche tante mamme che viaggiano con i bimbi piccoli, leggo di persone malate che vanno in giro per il mondo, di ragazze sole che partono all’avventura e allora mi rassereno.
    Ovviamente ognuno dev’essere libero di fare quello che vuole, ma resto dell’opinione che chi va ogni anno nello stesso posto a fare le stesse cose (PER SUA SCELTA), vivrà con il paraocchi per tutta la vita. E di conseguenza avrà una visione del mondo molto ristretta.
    Ovviamente nemmeno io navigo nell’oro, ma invece di spendere in vestiti e altre cose preferisco risparmiare per i viaggi. E visto che amo il Giappone alla follia, ogni due anni ci torno (PERCHÈ SI) e puntualmente mi sorbisco commenti della serie: non ti fai mancare niente, eh?/Certo che è un viaggio costoso/Ma ci sei già stata, che noia/Io non ho soldi per andarci, beata te/ecc…..
    Chiudo qui il papiro, hai sfondato una porta aperta nel caso non si fosse capito! XD

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    1. Sicuramente la paura gioca un ruolo fondamentale, e ci sta assolutamente. Io per esempio ho due amici che si sono lanciati da un aereo con il paracadute ma io non lo farei mai e poi mai perché ho troppa paura, ma non ho nessun motivo ad ammetterlo. Non mi giustifico dicendo che costa caro, che non ho tempo, che ho le otturazioni dei denti che potrebbero saltare. Ho paura e non mi interessa. Ognuno fa delle scelte e vanno rispettate, a patto che vengano rispettate le mie. Guarda, immagino la faccia di quelli che ti di chiedono come fa ad andare SEMPRE in Giappone e li prenderei a schiaffi.
      Grazie 😘

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